Pepe di Caienna: focoso e famoso

Peperoncini di Caienna e peperoncino di Caienna macinato in una ciotola

Quando senti la parola “pepe”, probabilmente pensi subito a quella familiare ampolla sul tavolo da pranzo, piena di minuscoli granelli neri provenienti dal Piper nigrum. Ma proprio accanto ad essa, nella tua mensola delle spezie, si trova un altro tipo di pepe completamente diverso: quello rosso brillante del pepe di Caienna.
Entrambi hanno lo stesso nome, ma provengono da due mondi molto diversi. Come mai un peperoncino piccante proveniente dalle Americhe ha finito per condividere il nome con un’antica spezia asiatica? Cerchiamo di districare questo gustoso albero genealogico.

Due varietà di pepe, due alberi geneaologici

La confusione è iniziata con la Storia (e un po’ di evoluzione linguistica).

I grani di pepe nero, bianco e verde provengono tutti dalla stessa pianta: il Piper nigrum, una vite fiorita originaria dell’India. Le sue bacche essiccate hanno dato origine a quello che oggi chiamiamo pepe, una spezia così pregiata che un tempo era utilizzata come moneta e ha stimolato secoli di esplorazioni e commerci. Il composto responsabile del suo sapore piccante è la piperina, che provoca una leggera sensazione di formicolio piuttosto che bruciore.

Piper nigrum

Il pepe di Cayenna, invece, fa parte della famiglia dei Capsicum: lo stesso gruppo botanico che ci dà i peperoni, i jalapeños e gli habaneros. Il suo calore viene dalla capsaicina, una molecola che attiva i recettori del dolore del tuo corpo e ti dà quella sensazione di dipendenza e di calore.

Capsicum

In breve:

  • Piper nigrum → pepe nero classsico (piperina)
  • Capsicum annuum → Caienna e peperoncini (capsaicina)

Piante diverse, chimica diversa, ma in qualche modo unite da nome e scopo.

E allora perché si chiamano entrambi “pepe”?


Colpa dei coloni europei.

Quando Cristoforo Colombo trovò per la prima volta i peperoncini nei Caraibi, era alla ricerca del pepe nero, l’“oro nero” dell’Oriente. I frutti piccanti che trovò gli ricordarono il sapore pungente del pepe, quindi li chiamò anch’essi peperoncini.
Il nome rimase e da allora il mondo ha continuato a confondere i due termini dal punto di vista linguistico, se non anche botanico.

Sebbene siano lontani cugini, il pepe nero e il pepe di Cayenna condividono un importante ruolo culinario: entrambi aggiungono piccantezza, profondità ed energia al cibo. Risvegliano la lingua e acuiscono i sensi, trasformando piatti semplici in esperienze vivaci.

  • Il pepe nero aggiunge calore e aroma: terroso, floreale e leggermente piccante.
  • Il pepe di Cayenna porta calore puro: pulito, brillante ed esaltante.

Usati insieme, creano strati di spezie che danzano sul palato, con il sottile bagliore della piperina sotto la fiamma della capsaicina.

Oggi, il termine “pepe” non si riferisce tanto alla botanica in senso stretto quanto alla filosofia del gusto. Che provenga dalla pianta o dal baccello, macinato o essiccato, il “pepe” è qualcosa che stimola i sensi.
Quindi, anche se il pepe di Cayenna non è un vero parente del pepe in grani, si guadagna assolutamente un posto nella famiglia del pepe, non per nascita, ma per spirito.

Il pepe nero e il pepe di Cayenna sono come lontani cugini provenienti da parti opposte del mondo: uno è delicato e aromatico, l’altro è forte e piccante, ma entrambi sono essenziali nella storia delle spezie.
Insieme, ci ricordano che il cibo, come la lingua, si evolve attraverso la curiosità, l’esplorazione e un tocco di piccantezza.

💡 Fun Fact sul pepe di Caienna

Il pepe di Caienna prende il nome da Caienna, nella Guiana francese, dove storicamente veniva coltivato e commercializzato. Fa parte della specie Capsicum annuum: la stessa specie di molti peperoni dolci e piccanti che consumiamo oggi.